Chiesa S.Maria del Carmine

Concorso di idee per la "progettazione del complesso parrocchiale Santa Maria del Carmine in Santa Maria la Carità" promosso dall'Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia.

Il progetto di un nuovo centro parrocchiale assume una significativa responsabilità urbana per il ruolo funzionale e sociale, l'apporto paesaggistico, il contributo identitario che ne consegue. Il complesso di Santa Maria del Carmine si inserisce in un ambito suburbano a destinazione prevalentemente agricola e si propone come elemento catalizzatore, un nuovo fulcro capace di creare identità nella comunità locale e promuovere la socializzazione, l'educazione e l'interazione al suo interno. L'edificio senza ostentare monumentalità, si struttura come una presenza aperta alla città, uno spazio sacro e pubblico al contempo, luogo di dialogo e di costruzione comune di civiltà. Il lotto è lasciato libero dal traffico veicolare grazie alla sistemazione nell'interrato di un parcheggio per 30 posti auto suscettibile di ulteriore ampliamento. Nel perimetro dell'area agricola è situato un orto-frutteto a servizio della casa canonica e dell'intera comunità adatto ad accogliere anche iniziative didattiche; sul lato opposto un'area protetta è adibita ad attività ludico-sportive. Al centro si colloca il volume edificato, il cui ruolo urbano è valorizzato dalla sua posizione privilegiata al di sopra del livello stradale. Il sagrato è luogo di accoglienza e aggregazione, centro della vita comunitaria, la sua estesa superficie lo rende ideale sia per funzioni religiose all'aperto, è infatti presente una via crucis esterna, che per feste della comunità locale. Alle spalle del complesso c'è un'ulteriore zona protetta su cui affacciano le aule e gli spazi accessori della chiesa. Il complesso è formato da tre corpi di differente altezza, ma in armonia tra loro per tipologia formale e finiture: quello più alto della Chiesa, caratterizzato da un cilindro avvolto da anelli concentrici, e quelli più bassi delle opere parrocchiali e della casa canonica le cui coperture sono estensioni dei suddetti anelli. Si sono privilegiate forme curve e avvolgenti a un solo piano per circoscrivere spazi e far risaltare il volume dell'aula liturgica che domina la scena con le sue forme scultoree, ma al contempo dialoga con il resto del complesso a cui si aggancia a livello di copertura. Il nitore del bianco definisce esteriormente la struttura tramite l'uso di tinteggiatura opaca e ceramica lucida conferendo ai volumi una vibralità che la luce naturale esalta e modifica continuamente. La casa canonica è del tutto indipendente, l'accesso principale è adiacente allo spazio di parcheggio riservato al parroco e si apre prevalentemente verso l'orto e lo spazio posteriore del lotto in modo da riservare alla funzione abitativa un maggior riserbo. Data la possibilità che venga costruita successivamente al resto del complesso, quest'ultimo risulta del tutto autonomo e formalmente concluso anche senza di essa. L'edificio che ospita gli spazi accessori alla chiesa, le aule e il salone parrocchiale, ha ingressi plurimi visto che tutte le aperture verso l'esterno sono configurate come porte finestre. Numerosi sono i collegamenti tra le parti, oguna di queste può comunque essere utilizzata indipendentemente dalle altre. Gli spazi delle aule sono estremamente flessibili grazie a pareti divisorie mobili che permettono di accorpare o dividere gli ambienti a seconda delle esigenze. Il salone parrocchiale ha dimensioni generose e superfici libere in modo che sia utilizzabile per tutte le esigenze della comunità. "Battesimo porta della fede" è il tema scelto per lo sviluppo progettuale e iconografico della Chiesa, esso è esplicitato fin dal portone d'ingresso su cui sono rappresentati i simboli battesimali. L’aula a pianta centrale definisce uno spazio liturgico avvolgente che orienta i fedeli verso l'altare; la posizione del presbiterio, posto al termine della sequenza prospettica sagrato-porta-aula, aggiunge all'impianto circolare un altro elemento simbolico: l'assialità. L'area è innalzata rispetto all'aula assembleare favorendo un modello partecipativo comunionale e permettendo l'evidenza comunicativa propria dei segni forti riservati ad altare, ambone, sede, crocifisso. La localizzazione dello spazio del coro ne sottolinea la funzione di servizio all'azione liturgica e all'assemblea. Dall'ingresso e dall'assemblea si dispone della visione complessiva di tutti i simboli liturgici in modo che la preghiera possa essere da essi assistita. Essi privilegiano l'essenzialità e la forza espressiva e sono costituiti da materiali lapidei legati alla tradizione, sono opere che ambiscono a rimandi antichi per dire parole sempre nuove e durature. L'altare, costituito da sette strati marmorei, richiama il numero dello Spirito Santo autore della santificazione della Chiesa di cui il Cristo altare ed eucarestia è protagonista. L’ambone, in forma dichiaratamente di tribuna proclamatoria, è costituito invece da dieci anelli su cui sono scolpite dieci parole, una per ogni comandamento ad indicare il carettere normativo della Parola di Dio e la sua forza che permette al cristiano di trarre dal suo ascolto operoso la legge della gioia e della santificazione. In diretta comunicazione con l'aula, il luogo della custodia eucaristica, illuminato dalla fiamma perenne, è uno scrigno prezioso sostenuto da mani in preghiera. Il tabernacolo, oltre che per custodire il viatico da condurre ai sofferenti, è il luogo attrattivo cui il cristiano si reca quando non partecipa alla celebrazione cultuale, è il punto di forza dell’aula in quanto permette l’incontro personale e intimo con il Dio vivente e realmente presente nelle specie eucaristiche, incontro che si realizza appunto nella preghiera. Il fonte battesimale collocato in prossimità dell'ingresso, è "porta" dei sacramenti, si configura come una spirale di marmo che ricorda la forma vorticosa dell'acqua che, placata nella sua forza distruttiva dalla grazia, rende l’uomo nuovo e capace di vivere in Dio, non più distruzione, ma cancellazione del peccato e lavacro della vita in Cristo risorto. Da qui parte un elemento figurativo a parete composto da formelle in terracotta e smalto che raffigura il passaggio del popolo d’Israele attraverso il Mar Rosso. Così come il popolo, rinato dalle acque dell’utero di Dio, comincia il suo cammino di conoscenza del Dio eterno; così ogni uomo, rinato dall’utero del fonte battesimale, può cominciare nella comunià credente il suo cammino verso Dio. Le acque del Mar Rosso diventano il velo della Vergine Maria che rappresenta la mediazione tra la grazia di Dio e la vita ecclesiale. Lo Spirito che aleggiava sulle acque dall’inizio della creazione compie la rinascita di Israele nel mare e stende la sua potenza su Maria Santissima e dal suo grembo si rinnova il patto di grazia tra Dio e l’uomo. Il velo della vergine confluisce infine nella croce composta da sagome umane, poiché per mezzo di Cristo crocifisso e risorto nasce il nuovo popolo dell’alleanza, la Chiesa viva fatta di uomini in cammino. Una serie di cilindri ceramici modula la luce naturale proveniente dalla vetrata superiore e contiene un sistema di illuminazione artificiale. La geometria della chiesa è stata modellata secondo principi attuabili con tecnologie tradizionali riducendo i costi di realizzazione e di gestione.  Per favorire la sostenibilità ambientale, la conformazione del complesso è in grado di sfruttare fenomeni climatici naturali minimizzando il fabbisogno energetico e adotta sistemi impiantistici a elevata efficienza ricorrendo allo sfruttamento di risorse rinnovabili mediante l'installazione di un impianto fotovoltaico, un impianto solare termico, un sistema di recupero e sfruttamento delle acque piovane per l'irrigazione, la pulizia delle parti comuni e gli scarichi sanitari. L'impianto di climatizzazione previsto per l'aula liturgica, concentrato nelle aree di permanenza dei fedeli, è del tipo a pavimento radiante che consente risparmio energetico, distribuzione uniforme delle temperature e maggiore benessere termico.

 

dove: S.Maria la Carità (NA)

chi: Emilia Abate, Francesco Rotondale, Germana Maranca, Sabrina Masala con Loredana Salzano (artista) e Piercatello Liccardo (liturgista)

quando: 2014

render: www.plasma.cc