rigenerazione ex Frigorifero Militare Cuneo

concorso di progettazione a procedura aperta in due gradi 

Fino alle soglie del XX secolo l’area oggetto di concorso aveva una vocazione ben precisa grazie alla collocazione al suo interno di edifici quali la caserma, l’arsenale, le carceri, l’armeria e il frigorifero militare. Con le dismissioni di queste funzioni, una nuova identità si è sostituita alla precedente e piazza Virgilio va man mano configurandosi come il distretto culturale della città di Cuneo. Il rinnovamento dell’ex frigorifero militare si inserisce quindi in un processo già avviato ed è un’ulteriore occasione per restituire alla città uno spazio di comunità. Noi lo abbiamo immaginato fin da subito come un centro culturale in continuo movimento, un contenitore per funzioni diverse, sempre aperto alla città in ogni sua parte: il giardino segreto, l’area ristoro, gli ambienti per esposizioni, laboratori o assemblee. Un’estensione dello spazio pubblico la cui conformazione riflette in pieno la sua vocazione all’accoglienza, la condivisione, l’esperienza dell’apprendimento. L’approccio all’edificio è stato molto rispettoso, sia perché lo riteniamo una testimonianza importante della storia recente della città, sia perché gli attribuiamo una sua dignità architettonica. Per questo motivo i prospetti sono stati quasi interamente recuperati e anche la sua fisionomia non è stata stravolta, ma anzi mantiene la sua riconoscibilità in modo da non interrompere il rapporto visivo che l’ex frigorifero militare ha instaurato negli anni con la città. Lo stesso disegno di via Sette Assedi, resa pedonale dal progetto, è in continuità con quello della piazza, la pavimentazione esterna prosegue nell’ingresso dell’edificio che si configura così come un’estensione della piazza stessa e la mette in collegamento diretto col giardino segreto sul retro. Questo è un luogo protetto, ma al contempo inclusivo, un luogo di sosta, adatto anche ad eventi ed esposizioni in cui le piante aromatiche e da orto vengono accolte in grandi aiuole a servizio del ristorante o per attività didattiche. Il verde conquista altresì superfici verticali scendendo dal giardino pensile ricavato sulla manica lunga fronteggiante l’ex caserma Leutrum.

Il progetto mantiene una certa permeabilità con la piazza grazie alle aperture vetrate che insistono su di essa e che trovano corrispondenza con quelle sul giardino retrostante in modo che chiunque la attraversi possa percepire cosa accade all’interno della struttura ed essere stimolato a farne esperienza. L’ingresso, come già detto, è uno spazio ibrido tra interno ed esterno e permette in un colpo d’occhio di percepire la spazialità dell’intero edificio grazie alla sua collocazione baricentrica rispetto ai due corpi principali in cui si articola il progetto e la sua conformazione a doppia altezza. In diretto contatto con l’ingresso è l’area dei collegamenti che ospita anche un bookshop che può essere collegato alla sala adiacente, sala che può essere anche indipendente o annessa al bar/ristorante che è posizionato in modo da poter funzionare anche in maniera autonoma e poter sfruttare gli spazi all’aperto sulla piazza e sul retro. Il blocco servizi (spogliatoi per il personale, bagni, scale antincendio) e una grande sala polivalente completano le funzioni del piano terra. Questa sala “sfonda” con un corpo vetrato il prospetto su viale Kennedy annunciando anche per chi passa velocemente in auto che l’edificio rinnovato è proiettato verso la città, un ulteriore tentativo nella direzione di rafforzare il rapporto di scambio tra esso e il territorio. Questa sala, come quelle al piano superiore, può essere sezionata in spazi più piccoli nel caso ci sia bisogno di svolgere attività diverse e con un numero limitato di persone.

Tale suddivisione è resa possibile da un sistema di partizioni che scorrono su traversi orizzontali sostenuti da colonnine in ghisa. Abbiamo infatti integrato nel progetto le colonne metalliche del salone d’angolo sopravvissute agli anni di abbandono in cui è finito l’edificio, rivisitandole opportunamente. Esse traghettano così l’ex frigorifero militare nel XXI secolo senza recidere il cordone col passato dell’edificio e del territorio in cui è collocato, e anzi facendo da agenti reagenti per una sua rivitalizzazione. Non vengono perciò trattate come pezzi da museo, ma anzi ricollocate con una funzione ben precisa che restituisce loro un senso all’interno del progetto. Il primo piano ospita dunque due sale, di cui una dalla capienza di 150 persone, oltre ai due nuclei dei collegamenti e dei servizi. Al secondo piano sono collocati invece gli spazi dell’amministrazione, mentre l’interrato contiene fino a venti posti auto (più due per disabili), stalli per moto e bici, ambienti per locali tecnici e depositi. I materiali utilizzati per l’intervento di riqualificazione sono in continuità con quelli originari (mattoni per le facciate, cemento per le pavimentazioni) lì dove ritenuto congruo, nelle superfici cioè che vanno ad integrare quelle sopravvissute al tempo. Negli elementi di nuova concezione si utilizzano invece materiali moderni e performanti, ad esempio nelle nuove coperture, che pur tradizionali nel loro andamento, sono contemporanee nel linguaggio adottato. Queste sono realizzate in lamiere metalliche a doppia aggraffatura e tra esse e le murature sottostanti originarie nel corpo su via Sette Assedi è interposto un vetro dalle alte prestazioni che le fa sembrare quasi sospese. Oltre a quello sulla piazza, altri due ingressi si trovano in corrispondenza della rampa di accesso al parcheggio e su via Manfredi di Luserna. Si è cercato infatti di potenziare al massimo la qualità degli spazi e la flessibilità degli ambienti, non tralasciando la fruizione giornaliera degli stessi da parte di chi lavorerà al loro interno e anzi concentrandosi molto sui flussi di percorrenza. Riteniamo infatti che un buon progetto sia ben riuscito solo se tutti: passanti, cittadini, turisti, abitanti dei luoghi circostanti (non ultimi i residenti dell’ex caserma Leutrum), utilizzatori occasionali o giornalieri, possano beneficiare delle sue qualità e ricavare benessere da esso.

 

dove: Cuneo

chi: Emilia Abate, Francesco Rotondale, Aurelio Galderisi; collaboratrice: Fulvia Petriello

quando: 2020

render: www.plasma.cc